Consulenza commerciale

La Corte statunitense per il commercio internazionale (CIT) ha fornito la più forte indicazione finora che il prossimo programma CAPE Fase 3 del Servizio doganale e di protezione delle frontiere degli Stati Uniti (CBP) potrebbe ampliare significativamente i criteri di ammissibilità per i rimborsi dei dazi doganali previsti dall'IEEPA. Durante una conferenza sullo stato di avanzamento del 15 luglio, la Corte ha confermato che la Fase 3 è ancora in fase di sviluppo e potrebbe stabilire procedure per la riliquidazione di alcune dichiarazioni doganali liquidate definitivamente, creando potenzialmente opportunità di recupero per gli importatori che in precedenza ritenevano esaurite le vie di rimborso. La Corte ha anche rivelato che il CBP sta sviluppando ulteriori funzionalità per gestire le dichiarazioni doganali soggette a contestazioni aperte, segnalando un quadro di amministrazione dei rimborsi più ampio e completo. Sebbene i requisiti di ammissibilità e le linee guida operative non siano ancora stati pubblicati, gli sviluppi suggeriscono che la Fase 3 del CAPE potrebbe diventare la più significativa espansione del programma di rimborso fino ad oggi. Gli importatori con dichiarazioni doganali liquidate definitivamente, contestazioni aperte, contenziosi IEEPA in corso o opportunità di rimborso non risolte dovrebbero iniziare a identificare le dichiarazioni potenzialmente interessate e monitorare attentamente i prossimi ordini della Corte e le linee guida del CBP.

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Crane Worldwide Logistics sta monitorando attentamente un'interruzione in corso che sta interessando il Sistema Automatizzato di Esportazione (AES) del Belgio, che gestisce le dichiarazioni doganali di esportazione. Secondo i fornitori di tecnologia doganale, le dichiarazioni di esportazione vengono presentate ma al momento non possono essere elaborate tramite la piattaforma AES. Rimangono disponibili procedure di emergenza per supportare la continuità delle attività di esportazione, sebbene i tempi di sdoganamento possano essere più lunghi del normale. Al momento, non vi sono indicazioni che i sistemi di dichiarazione di importazione belgi siano interessati. I nostri team restano in contatto con i partner doganali e forniranno aggiornamenti qualora la situazione dovesse persistere o avere un impatto significativo sulle spedizioni dei clienti.

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Il 9 luglio 2026, la Casa Bianca ha emesso un proclama presidenziale a seguito di un'indagine ai sensi della Sezione 232 sulle importazioni di aeromobili commerciali, motori a reazione e componenti aerospaziali correlati. Sebbene non siano state imposte nuove tariffe o restrizioni all'importazione, l'Amministrazione ha incaricato il Dipartimento del Commercio e l'USTR di negoziare accordi con i partner commerciali per affrontare le problematiche di sicurezza nazionale individuate. Tale provvedimento funge da monito per i produttori aerospaziali, le compagnie aeree, i fornitori di servizi di manutenzione, riparazione e revisione (MRO), gli OEM e i fornitori, avvertendoli che ulteriori misure ai sensi della Sezione 232 rimangono possibili qualora i negoziati non dovessero produrre risultati soddisfacenti. Le aziende che importano parti di aeromobili, motori e attrezzature aerospaziali dovrebbero valutare le strategie di approvvigionamento, le classificazioni HTS, le clausole tariffarie contrattuali e le potenziali opzioni di mitigazione, monitorando attentamente le future direttive governative.

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L'Agenzia statunitense per la protezione delle frontiere e delle dogane (CBP) ha migliorato il suo strumento CAPE all'interno dell'Automated Commercial Environment (ACE), introducendo maggiore flessibilità per gli importatori che richiedono rimborsi sui dazi imposti ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). A partire dal 29 giugno 2026, le dichiarazioni doganali idonee contrassegnate per la riconciliazione possono ora essere inviate tramite CAPE prima della presentazione della dichiarazione di riconciliazione, consentendo agli importatori di accelerare le richieste di rimborso pur mantenendo la conformità con le tempistiche di importazione e liquidazione.

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Il 3 giugno 2026, un nuovo ordine esecutivo ha imposto cambiamenti radicali alle procedure doganali statunitensi, mirati a contrastare l'evasione dei dazi, colmare le lacune in materia di conformità e migliorare la trasparenza della catena di approvvigionamento. La direttiva introduce requisiti più rigorosi per l'importatore registrato, soglie di garanzia più elevate, una maggiore divulgazione dei dati e uno standard di conformità "in regola" applicato dal CBP (Customs and Border Protection). Gli importatori esteri dovranno affrontare maggiori restrizioni, in particolare per le spedizioni di basso valore e per l'e-commerce, mentre le sanzioni per violazione delle norme aumenteranno significativamente con l'introduzione di una nuova soglia minima. Con l'entrata in vigore prevista entro 180 giorni, importatori, spedizionieri e operatori della catena di approvvigionamento globale dovrebbero rivedere proattivamente i propri sistemi di conformità, le strutture di importazione e le garanzie finanziarie per mitigare i rischi e garantire la propria preparazione.

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L'aggiornamento di giugno 2026 al quadro tariffario della Sezione 232 introduce perfezionamenti mirati alla politica di aprile 2026, mantenendo inalterate le strutture tariffarie principali sulle importazioni di alluminio, acciaio e rame. Le modifiche principali includono l'ampliamento dell'ammissibilità alla categoria tariffaria del 15%, una copertura più ampia dei prodotti derivati ​​e una riduzione della soglia di contenuto statunitense dal 95% all'85%. La struttura rivista dell'allegato rimane centrale per la determinazione delle tariffe, con aliquote doganali determinate dalla classificazione HTS e dall'allineamento dell'allegato, piuttosto che dall'utilizzo del prodotto. Le linee guida del CBP rafforzano le rigorose aspettative di conformità, richiedendo una classificazione accurata, la rendicontazione ai sensi del Capitolo 99 e una documentazione dettagliata del contenuto e dell'origine dei metalli. Con l'aumentare della complessità della classificazione, gli importatori si trovano ad affrontare un rischio maggiore di errata applicazione dei dazi, ma anche potenziali opportunità di trattamento tariffario ridotto. La convalida proattiva della classificazione, la predisposizione della documentazione e la revisione della strategia di approvvigionamento sono ora fondamentali per gestire l'esposizione ai dazi e garantire la conformità nell'ambito del quadro normativo in continua evoluzione della Sezione 232.

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L'Agenzia statunitense per la protezione delle frontiere e delle dogane (CBP) ha confermato, tramite la decisione HQ H349649, che gli importatori possono continuare ad applicare il principio della prima vendita nelle catene di approvvigionamento a più livelli, a condizione che vengano rispettati rigorosi requisiti legali e documentali. La decisione sottolinea che la transazione tra il produttore estero e l'intermediario deve rappresentare una vendita in buona fede condotta a condizioni di mercato, con merci chiaramente destinate all'esportazione negli Stati Uniti. La CBP ha evidenziato che l'ammissibilità dipende da sostanziali realtà commerciali, tra cui il trasferimento della proprietà e del rischio di perdita a un intermediario indipendente che agisce come acquirente e venditore, e non come agente. Gli importatori devono inoltre mantenere una documentazione completa e trasparente in conformità con la Direttiva Tecnica TD 96-87, inclusi contratti, fatture, prove di pagamento e documenti di spedizione. Questa decisione ribadisce che la CBP valuterà la sostanza delle transazioni piuttosto che la loro struttura. Gli importatori che si avvalgono del principio della prima vendita devono assicurarsi che gli accordi della loro catena di approvvigionamento riflettano un'autentica attività commerciale e che tutta la documentazione di supporto sia pronta per essere sottoposta a verifica da parte delle autorità di controllo.

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L'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USCIS) ha stabilito che diverse pratiche commerciali e normative brasiliane sono irragionevoli e limitano il commercio statunitense, innescando potenziali azioni ai sensi della Sezione 301. Le misure proposte potrebbero includere dazi fino al 25% su un'ampia gamma di merci di origine brasiliana, con decisioni definitive previste entro la metà di luglio 2026 a seguito di un processo di consultazione pubblica. La portata della determinazione si estende oltre le tradizionali problematiche tariffarie, evidenziando questioni relative al commercio digitale, alla protezione della proprietà intellettuale, alla politica ambientale e all'accesso al mercato. Di conseguenza, le aziende che operano con il Brasile potrebbero trovarsi ad affrontare potenziali aumenti dei costi, interruzioni della catena di approvvigionamento e requisiti di conformità in continua evoluzione. Le organizzazioni dovrebbero valutare la propria esposizione esaminando le strategie di approvvigionamento, le classificazioni HTS e le determinazioni del paese di origine, considerando anche la partecipazione al processo di consultazione pubblica. Una pianificazione proattiva è essenziale man mano che la situazione si evolve.

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Il contenzioso in corso presso la Corte statunitense per il commercio internazionale continua a influenzare i tempi e la portata dei rimborsi relativi ai dazi imposti ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act. Sebbene la Corte abbia emesso un'ingiunzione che ordina i rimborsi, l'attuazione rimane parzialmente sospesa e soggetta a contestazioni da parte del governo. Attualmente, la Customs and Border Protection (CBP) sta elaborando i rimborsi per le importazioni non ancora liquidate, che rappresentano l'opportunità di recupero più immediata per gli importatori. Tuttavia, le importazioni che sono state definitivamente liquidate potrebbero richiedere una nuova liquidazione disposta dal tribunale, creando ritardi e dipendenza dall'esito del contenzioso. Gli importatori che non hanno avviato azioni legali potrebbero trovarsi ad affrontare ulteriore incertezza in merito all'ammissibilità, poiché le contestazioni giurisdizionali sono ancora in fase di valutazione. Si prevede inoltre che i vincoli operativi all'interno dei sistemi della CBP influiranno sui tempi e sulla sequenza dei rimborsi, con un'elaborazione prevista in fasi. Un'udienza chiave, fissata per il 9 giugno 2026, determinerà se l'attuale sospensione verrà revocata, mentre ulteriori ricorsi potrebbero prolungare i tempi. Considerate queste dinamiche, gli importatori dovrebbero adottare un approccio proattivo segmentando le importazioni, verificando le dichiarazioni, valutando la strategia legale e adeguando le previsioni finanziarie per riflettere l'incertezza persistente e le aspettative di una ripresa graduale.

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Il 7 maggio 2026, la Corte statunitense per il commercio internazionale (CIT) ha emesso la sentenza Slip Opinion 26-47 in cause consolidate che contestavano le misure tariffarie statunitensi ai sensi dell'IEEPA e della Sezione 122. La Corte ha concesso il giudizio sommario e un provvedimento ingiuntivo permanente esclusivamente a un gruppo ristretto di ricorrenti, tra cui Burlap & Barrel, Inc., Basic Fun, Inc. e lo Stato di Washington, respingendo al contempo numerose richieste statali per mancanza di legittimazione attiva e negando richieste di ingiunzione più ampie. È importante sottolineare che la sentenza non si applica universalmente e non sospende né invalida le tariffe previste dalla Sezione 122 per gli altri importatori. Le aziende non citate in giudizio devono continuare a pagare i dazi doganali come previsto e non devono presumere di avere diritto automaticamente al rimborso. La decisione rappresenta una determinazione di merito definitiva e specifica per il caso, il cui impatto più ampio dipenderà dai futuri esiti dei ricorsi. Gli importatori dovrebbero monitorare attentamente i ricorsi, valutare le tempistiche per la liquidazione e le contestazioni e valutare se siano opportune azioni strategiche o di protezione in attesa di ulteriori chiarimenti legali.

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